Sei vaccinato contro le malattie che colpiscono i networker?

20150426_082955Una mia amica in visita dalla Toscana mi ha regalato una pianta di limone fiorentino. E’ una pianta molto esigente e delicata; ha bisogno di concime, acqua pura e non può essere travasata frequentemente. Tuttavia con le dovute attenzioni produce frutto in tutte le stagioni, e questo mi ha fatto pensare alla rete dei miei collaboratori. Anche in questo caso devo prestare attenzione alle sensazioni che mi vengono trasmesse, e prendermi cura delle persone. Anzi, ci sono vere e proprie malattie che affliggono i networker (me compresa), ma credo che questo articolo possa essere una specie di vaccino.

“Qui le persone sono chiuse”

Ho fatto inserimenti in struttura in tante regioni d’Italia, ma non c’è mai stato nessuno che mi abbia detto: “meno male che ho iniziato a lavorare con FM Group, perché qui sono tutti aperti“. E’ incredibile, ma ognuno è convinto di abitare nel posto più difficile per questo tipo di lavoro. Anche io lo credevo, poi ho scoperto che poco lontano da me abitano due diamanti di Amway, e quindi ho smesso di dirlo. Sappiate una cosa però: chi vi dice che nella sua citta le persone sono chiuse, nel momento che scopre che nei dintorni qualcuno ha già fatto successo col network marketing, cambierà semplicemente scusa, e dirà che ormai le persone che dovevano entrare sono entrati con gli altri

“C’è la crisi, meglio comprare al discount”

Benissimo, compra pure al discount, tanto se il sapone con cui ti lavi le mani è fatto con il grasso dei maiali della Sozzolandia a te che ti interessa? Già di per sè il discorso della qualità superiore dovrebbe essere sufficienti, ma ci si dimentica sempre facilmente che un’azienda di network marketing come FM Group ti paga se sponsorizzi i suoi prodotti. E non paga con buoni pasto o con altri prodotti, ma con euro, regolarmente. Mi dispiace, ma proprio perché c’è la crisi io cerco soluzioni.

“Ho i miei problemi”

E’ fisiologico che l’attività rallenti di fronte alla difficoltà, e in questi casi ribadisco sempre che nessuno dei miei collaboratori deve svolgere l’attività per farmi un piacere personale. Io ho iniziato perché mi piacevano i prodotti, ho continuato perché piacevano ai miei amici e non smetterò perché l’azienda mi paga. So che scandalizzerò qualcuno, ma ho continuato a parlare della mia attività anche quando mi trovavo in ospedale assieme a mio figlio, perché questo lavoro creerà una rendita di cui un giorno lui potrà godere: sarei egoista se non lo facessi.

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