Gli errori di valutazione nel network marketing (1a parte)

Oggi iniziamo una serie di articoli  in cui analizzeremo in che modo l’essere umano compie spesso e volentieri degli errori di valutazione nei confronti di tre aspetti della vita:

  1. le proprie capacità
  2. l’evolvere delle situazioni
  3. l’investimento di risorse

La persona di successo diventa tale perché riduce al minimo tali errori di valutazione, arrivando addirittura a “prevedere” il futuro prossimo o comunque ad essere pronta agli imprevisti. Vediamo come possiamo farlo anche noi.

Sbagliare a valutare le proprie capacità

Ti è mai capitato di sentirti a disagio dopo un’importante successo lavorativo o sportivo? Nel tuo campo professionale credi di essere uno dei meno capaci? Non sei il solo: gli psicologi hanno dato un nome preciso a questa tendenza costante di sottovalutarsi: sindrome dell’impostore. Persino l’attrice Meryl Streep si riconosce in questo profilo. Si arriva al punto di non chiedere più aiuto a nessuno perché si ha paura che le proprie richieste siano banali e ricevere complimenti procura un profondo imbarazzo. Non è una vera e propria malattia, ma può compromettere una carriera.

Il fenomeno opposto, cioè la tendenza a sopravvalutare le proprie capacità, viene invece chiamato effetto Dunning-Kruger. Tutti prima o poi cadiamo in questo errore, per esempio quando ci stupiamo degli errori dei concorrenti dei quiz televisivi oppure quando esclamiamo “Quel gol potevo segnarlo anch’io!” ogni volta che un attaccante sbaglia una conclusione in porta. Perché, secondo te? Il motivo è semplice: ci fanno gola i soldi che i concorrenti vincono ai quiz e i contratti milionari dei calciatori, sottostimando l’impegno che ci sta dietro ad una preparazione culturale e sportiva.

Se arrivi a gestire una struttura di network marketing, ti accorgerai che parte delle persone tendono a sottovalutarsi, e altre a sopravvalutarsi. Ma non solo: ti accorgerai che spesso le persone che tendono a sottovalutarsi sono quelle che hanno veramente quelle capacità che gli altri millantano. Ma non finisce qui: se non saprai intervenire, la presunzione degli uni finirà per dare il colpo di grazie all’umiltà degli altri. Ti ricordi quello che avevamo detto prima? Le persone con la sindrome dell’impostore tendono già per conto loro a non chiedere aiuto. Se poi si ritrovano in un gruppo dove c’è chi invece l’aiuto lo chiede continuamente, tenderanno a sparire del tutto, ed ecco che la struttura crolla.

Come prevenire quindi il crollo della struttura? E’ semplice: dedica a tutti una parte equa del tuo tempo, ma non dicendo semplicemente ad ognuno di loro frasi come “sei speciale”, “conto su di te”, “tu non sei come gli altri”: questo significa fare leva sulla motivazione esterna! Così facendo, esalterai ulteriormente chi invece andrebbe riportato alla realtà, ma non sarai creduto da chi invece ha bisogno di una vera motivazione.

A presto, con la seconda parte dedicata agli errori di valutazione nelle situazioni.

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